Invece lì, ad Auschwitz, e su quel treno che parte da Carpi, c’è un sacco di cose, da vedere, c’è un sacco di gente che parla e che si sforza, di vedere, e di interpretare, e di rimettere in ordine le cose che sa, e questa cosa, di mettere insieme seicento persone che guardano, e che si sforzano, produce una specie di grande perturbazione nella semiosfera, perturbazione che ha, su alcuni, su di me certamente, degli effetti stranissimi, ti fa battere il cuore.