Un’operazione filologica (e chirurgica)
Allora, il testo che cantavo io, rispetto al testo che ho postato prima, diceva:
“Là nella capanna, laggiù nel bosco nero in cima al monte nero, c’era un cow-boy che si chiamava Piero. E la sua cavalla dormiva nella stalla mentre lui beveva lentamente il allegramente un tè. Il cow-boy Arturo pian pian scavalca scavalcò il muro e la cavalla a Piero la sua cavalla gli rubò, oibò. Ma l’indiano bello col chiodo nel cervello la cavalla a Piero gli portò riportò, ohibò.”
Bon. Direi che siamo a posto così.