Ho imparato, purtroppo, che i libri stanno aumentando di prezzo a un ritmo vertiginoso. Per non farsene accorgere le case editrici hanno un sistema: aumentano i prezzi di poco – dieci, venti centesimi per volta – ma con frequenza altissima. Com’è facile immaginare questa strategia è attuata soprattutto con i tascabili, con il risultato che certe edizioni che passano per “economiche” ormai arrivano a costare anche diciotto (18) euro. Le prove materiali di tutto questo non sono tanto i fogli pieni di titoli con vecchio e nuovo prezzo che le case editrici mandano alle librerie a cadenza mensile. E nemmeno le diottrie che io perdo ogni volta che devo spulciare queste liste, trovare i libri elencati e appiccicargli un nuovo prezzo. No, le prove materiali sono quei libri che si vendono più lentamente di quanto aumenti il loro valore, col risultato che il loro prezzo, passato in poco tempo per esempio da 12.000 lire a 13 euro, è coperto tre, quattro, anche cinque volte, da quello nuovo.
—Rivista “Fernandel” - L’apprendista libraio (novembre 2009)