mi si porge qua l’occasione per estrinsecare un deficit delle penne ad inchiostro, vuoi quelle a sfera, vuoi le stilo: il deficit consiste nel fatto che codesti istrumenti non scrivono se capovolti. cioè, per un pochino scrivono ancora, poi smettono e non riprendono finché il corpo della penna stessa non viene riportato più in alto della punta. ciò è dovuto al fatto che l’inchiostro affluisce alla punta per gravità, anche quello impastato di grasso delle penne a sfera; e la gravità aborre le salite, overo non permette di andare da giù in su. questo deficit si rivela oltremodo disgraziato quando l’utente della penna sta a letto a fare un cruciverba, non ha sul comodino una matita o un pennarello e trova insopportabilmente gravoso doversi alzare a cercare un istrumento di scrittura antigravitazionale. si propone perciò in questa sede di creare delle penne a sfera dotate di microcompressore a batteria in grado di spingere l’inchiostro verso l’azzurra immensità del soffitto.
—Paolo Beneforti da me