PHONKMEISTER

IO CANTO IL COSO ELETTRICO

Se dici che ti piace il funeral-doom di solito rimedi un sorrisino, perché i metal-heads lo considerano un sottogenere per i loro fratelli più fragili e sensibili, tutti vestiti di nero, molto silenziosi e con grandi quantità di candele accese in camera. Be’, a me capita recentemente di «canticchiarli», i Loss, mentre mi annodo la cravatta di quotidiana ordinanza. Maestri da subito riconosciuti del genere, da Nashville, Tennessee, i Loss hanno da poco pubblicato il loro primo album full-lenght, l’ottimo Despond, un abbraccio lungo oltre un’ora, lento e avvolgente, sincero e gentile.

—Il caro Signor Potts non sa cosa ha fatto, scrivendo questo post, qualche mese fa. Se mi dici funeral doom io ti rispondo “minchiate”. E invece i Loss sono la cosa più emozionante che ho ascoltato l’anno scorso. Se fossi uno di quelli che fanno le classifiche, direi che è il mio disco dell’anno 2011, ma di dischi usciti l’anno scorso ne ho ascoltati veramente pochi, e quindi non saprei cosa dire. “Un abbraccio lungo oltre un’ora, lento e avvolgente, sincero e gentile.” Grazie Mr. Potts.

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