John Figler è uno studente di liceo, ligio alle leggi. Mi dice – nella sua lettera – che ha letto quasi tutte le mie opere e che crede di aver colto l’idea che ne costituisce il nucleo. Le parole sono sue: “L’amore può fallire, ma la gentilezza infine prevarrà”.
A me questo sembra vero e completo. Mi trovo quindi nell’imbarazzante condizione – cinque giorni dopo il mio cinquantaseiesimo compleanno – di dover ammettere che non occorreva pigliarsi la briga di scrivere tanti libri. Un telegramma di otto parole sarebbe bastato.
Sul serio.
—Kurt Vonnegut, Un pezzo da galera, trad. it. Pierfrancesco Paolini, Milano, Feltrinelli 2004, p. 10, in Paolo Nori » Vonnegut.