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No, niente: pensavo:
quei libri che uno li compra tipo dieci anni prima, stan lì intonsi tutti e dieci gli anni dan per niente fastidio come se non ci fossero – senza contare che se son degli Oscar Mondadori si logorano prematuramente anche se nessuno li tocca per una cosa proprio intrinseca agli Oscar Mondadori che fa sì che il passare del tempo li sfinisca con la forza del solo pensiero, ma ora a parte questo – , questi libri che uno li compra con larghissimo anticipo sulla propria vita, ecco, pensavo. -
al Sole anche di notte

[post di gallizio, che non ha un blog, e approfitta della mia ospitalità, come il Conte Mascetti]
Nero, tutto il resto non conta. La nostra attrazione per il Sole, fonte assoluta di energia e di vita, ci pone come condizione di non poterlo guardare a occhio nudo, pena l’accecamento. Se fissi il sole giallo perdi la vista. Tranne in quei rari e felici momenti in cui, nell’incomprensibile vorticare dei pianeti e dei corpi celesti, il verificarsi congiunto di alcune bizzarre condizioni astrali ci regala l’allineamento magico di una eclissi totale. Il sole è nero, dunque: e noi, senza protezioni e schermature, possiamo abbandonare l’occhio al cuore della cosa. In tempo di luna al primo quarto, il Sole è nero. Amo pensare che in questa fase di rivoluzione dell’editoria e del giornalismo, la veste superba in eclissi totale del sito del Sole24Ore voglia regalarci uno stato di grazia: l’unico momento in cui riusciamo a guardarlo a occhio nudo, l’unica fase di perfetto allineamento tra l’occhio e l’informazione finanziaria. Georges Bataille amava il sole e amava l’economia. A modo suo. Pensava che l’eccesso e la distruzione della ricchezza fosse feconda e portasse al riequilibrio del ciclo economico, già ai suoi tempi drogato di crescita e investimenti insostenibili. Il sole nero era per Bataille il simbolo della parte maledetta, dell’impossibile eppure necessario, della distruzione creatrice, del potere dell’immaginazione che apre alla campitura di nuovi mondi. Vogliamo pensare che questo involontario tributo al grande filosofo francese possa aprire la strada a un ribaltamento copernicano di prospettiva, a un allineamento fecondo tra economia, innovazione, apertura alla rete e informazione in stato di grazia. Trasparenza, visione, perspicuità. E che l’unica eclissi totale sia un eclissi di senso, da gettarsi alle spalle: quella di un’editoria zavorrata dal vecchio paradigma dell’accumulo insensato, dell’astrazione inafferrabile, di un’economia cieca, di un giornalismo di parte che, accecato, non vuole vedere che il giornalismo è cambiato. Chiaro come il sole. Il Sole nero.
30.06.2010 (3)
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»http://dailybunny.org/
quel che dice il titolo
28.06.2010 (2)
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28.06.2010 (28)
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28.06.2010 (55)
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28.06.2010 (29)
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27.06.2010 (29)
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25.06.2010 (13)
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Un misterioso uomo-cavallo compare su Google Street View (e questa è senz’altro la notizia del giorno).
25.06.2010 (35)
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Vediamo se ci arrivate da soli.(di dario)
25.06.2010 via Iconoplastica (144)
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»Il risvolto di copertina del tuo fornaio
Un bel pezzo con una bella idea. Che sembra solo letteraria, ma secondo me ha ottime applicazioni anche nella vita reale. (non scherzo)
24.06.2010 (12)
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Subito subito ho letto TOELETTERATURA.
23.06.2010 (2)
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Fu gelato.
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Ieri ho trovato un po’ di giornali buttati all’interno del cancello, ho subito pensato al decadimento dei costumi, e invece poi erano copie del corriere della sera, di giornata, con su scritto operazione invito alla lettura. È comunque rumenta, secondo me
23.06.2010 (2)
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22.06.2010 (12)










